30.04.2020 ・ Still I Rise Press Office

Aiutate subito la Grecia nell'evacuazione di 38.700 persone che vivono nei campi profughi delle isole egee

Lettera aperta alla Commissione Europea dopo gli incendi a Samos del 26 e 27 aprile

A: Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
Commissario Affari Interni e Migrazione, Ylva Johansson
Direttrice Generale Affari Interni e Migrazione, Monique Pariat
Vicepresidente per la promozione dello stile di vita europeo, Margaritis Schinas

Noi sottoscritte organizzazioni non governative indipendenti scriviamo per esprimere la nostra angoscia e frustrazione per i devastanti incendi sull'isola greca di Samos in questi ultimi giorni.

Tra la sera di domenica e il pomeriggio di lunedì, tre incendi sono scoppiati dentro e nei pressi del centro di accoglienza e identificazione di Samos. Sebbene al momento non sia noto quanti container e tende siano stati distrutti, appare evidente che centinaia di persone abbiano perso la casa e gli effetti personali.

La minaccia di COVID-19 rappresenta un rischio incommensurabile per i residenti dei cinque centri di accoglienza e identificazione nelle isole greche. Di fronte a questa pandemia, le direttive dell'Unione Europea (UE) hanno sottolineato la necessità di praticare il distanziamento sociale, aderire a rigide misure igieniche, proteggere gli anziani e le persone più vulnerabili dal punto di vista medico. Nel campo di Samos, che sta attualmente ospitando 6.869 residenti, un numero più di dieci volte superiore alla capacità, questo è del tutto irrealizzabile, e in seguito agli incidenti più recenti, assolutamente impossibile.

Il grave sovraffollamento e la mancanza di alloggi e servizi adeguati hanno già in precedenza portato ad episodi di violenza. Questa è la seconda volta in meno di un anno che una vasta area del campo viene colpita da un incendio. Il 14 ottobre 2019, le tende e gli effetti personali di oltre 700 persone sono andati perduti. Esprimemmo la nostra indignazione, eppure, poco fu fatto per decongestionare il campo. Questa settimana, questi fattori sopracitati, combinati con misure restrittive nei confronti di COVID-19, hanno avuto come risultato gli incendi.

A Samos in questo momento, molti residenti del campo, tra cui famiglie con bambini, donne incinte e persone con disabilità e condizioni di salute precarie, sono senza ripari o coperte, violando la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La maggior parte sono sfollati perché le loro case sono state distrutte dal fuoco, mentre altri sono semplicemente troppo spaventati per tornare al campo.

Questi incendi non sono esclusivi di Samos. Purtroppo, ci sono stati incidenti simili da settembre 2019 su Chios e Lesbo, in cui tre persone hanno perso la vita.

Tutto questo è la diretta conseguenza della carente solidarietà europea. L'UE deve andare oltre "l'approccio hotspot" e rivedere la dichiarazione UE-Turchia, che si è dimostrata non solo inefficiente, ma anche disumana.

Organizzazioni non governative, gruppi per i diritti umani e comunità greche locali hanno suonato l'allarme per diversi anni ormai, ottenendo una risposta non sufficientemente efficace degli attori politici al di là di una retorica insincera e vuota. Quale prossima catastrofe stiamo aspettando prima che l'UE adempia le sue responsabilità e onori i suoi valori di dignità e diritti umani?

Ancora una volta, ci riuniamo per invitare la Commissione europea ad assistere urgentemente la Grecia nell'evacuazione delle 38.700 persone che vivono nei campi delle Isole Egee verso strutture adeguate con standard sanitari sufficienti, a partire da quelli maggiormente a rischio di COVID-19.

Per raggiungere la decongestione a lungo termine delle isole sono necessarie soluzioni politiche sostenibili che comportino la responsabilità degli Stati membri e meccanismi di ricollocazione. Ma questo non è il momento di interminabili dibattiti politici senza soluzioni concrete.

La risposta degli Stati membri europei al COVID-19 mostra la rapidità con cui le politiche possono cambiare per garantire la salute e la sicurezza delle persone più vulnerabili. L'Unione europea deve agire ora per garantire la sicurezza dei 38.700 richiedenti asilo che vivono sulle isole del Mar Egeo, conformemente alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
 

Elenco dei firmatari:

 

Leggi la testimonianza di Serena Toscani, Responsabile Relazioni con le scuole per Still I Rise

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