11.09.2020 ・

INCENDI A MORIA: I governi europei devono trasferire urgentemente gli sfollati dalla Grecia

Urgente chiamata all’azione da parte delle organizzazioni della società civile in tutta Europa

Nei giorni scorsi devastanti incendi hanno raso al suolo il Centro di Registrazione e Identificazione di Moria e le aree circostanti, l’Hotspot UE sull'isola greca di Lesbo. Gli incendi hanno lasciato migliaia di persone vulnerabili traumatizzate e in mezzo alla strada, tra cui oltre 4.000 bambini.

Le sottoscritte organizzazioni ribadiscono il loro appello ai governi degli Stati membri dell'Unione Europea, con il sostegno della Commissione Europea, di trasferire urgentemente gli sfollati dalla Grecia.
Pur essendo scioccati e rattristati da questi sviluppi, non siamo sorpresi. Lesbo e gli altri Hotspot dell'UE sulle isole dell'Egeo hanno raggiunto il punto di rottura molto tempo fa. Il campo di Moria ospita attualmente circa 12-13.000 sfollati, con una capacità ufficiale di soli 2.800 posti. Questi campi gravemente sovraffollati sono caratterizzati da condizioni di vita squallide e da una grave mancanza di servizi igienici o di strutture igieniche adeguate, anche in mezzo ai rischi crescenti per la salute dovuti a Covid-19. La situazione negli altri Hotspot greci è altrettanto insostenibile e i ripetuti allarmi sono rimasti senza risposta per oltre quattro anni.

Il trasferimento è urgentemente necessario

Accogliamo con favore il trasferimento di 406 bambini non accompagnati da Lesbo verso la Grecia continentale, con il sostegno finanziario della Commissione europea. Questo dimostra quanto rapidamente i trasferimenti possano essere coordinati quando esiste la volontà politica. Elogiamo l'impegno dei governi norvegese e olandese a trasferire rispettivamente 50 e 100 individui, così come la volontà dei governi francese e tedesco di trasferire 400 bambini.

Esortiamo altri governi europei a seguire con impegni concreti e ad agire senza indugio. L'esempio positivo dato dai trasferimenti organizzati dalla coalizione di Stati membri volenterosi dal marzo 2020 dimostra che i ricollocamenti possono essere realizzati in modo sicuro e con successo per tutte le persone coinvolte.

Gli Stati membri, le istituzioni dell'UE, le agenzie competenti dell'UE e dell'ONU con il sostegno della società civile dovrebbero ora condividere esperienze, competenze e risorse per garantire l'adesione di altri Stati alla coalizione. Le sottoscritte organizzazioni sono pronte a sostenere questi sforzi, per portare in sicurezza uomini, donne e bambini bloccati in Grecia e sostenere così i nostri valori europei di diritti umani e dignità umana.

Gli Hotspot UE come approccio di gestione dell'immigrazione dell'UE

Gli ultimi eventi dimostrano ancora una volta il fallimento degli Hotspot come approccio predefinito di gestione della migrazione nell'UE. Chiediamo al Parlamento Europeo di indagare sul ruolo che l'UE e gli Stati membri hanno svolto nella fallimentare gestione di Moria. Inoltre, esortiamo la Commissione Europea, la Presidenza tedesca del Consiglio dell'UE e gli Stati membri a trattare le orribili immagini di Moria in fiamme come prova inequivocabile del tragico costo umano di un sistema di asilo e di migrazione dell'UE basato su politiche di contenimento e di deterrenza.

Raccomandiamo vivamente alla Commissione Europea di tenere conto di questi eventi in vista del Nuovo Patto sulla Migrazione e sull'Asilo, e di garantire che le stesse politiche non considerino le proposte estremamente preoccupanti di "centri di trattamento" alle frontiere dell'UE. È fondamentale che il Nuovo Patto sia preso come un'opportunità per presentare un nuovo inizio, piuttosto che una replica degli errori del passato.

 

(PhotoCredits: Reuters)

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