March 29, 2024 ・ Press Team

Due Diligence: ecco perché si poteva fare meglio

Lo scorso 15 marzo è stato approvato dal Consiglio dell’Unione Europea il testo della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D), che ora dovrà essere votato dalla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo per l’approvazione finale. Dal 2022 monitoriamo attivamente questo processo, di cui abbiamo parlato attraverso la campagna “Basta Bambini Minatori” e con costanti aggiornamenti attraverso i nostri canali di comunicazione (in calce i link per approfondire).

Questa Direttiva è infatti cruciale per vigilare sul rispetto dei diritti umani lungo l’intera catena del valore che determina i processi produttivi. Il testo ha subito costanti modifiche, diventate ben presto peggiorative rispetto alle proposte iniziali, fino ad arrivare al rischio di bocciatura da parte del Consiglio dell’Unione Europea per l’opposizione di alcuni Stati, tra cui l’Italia.

Dopo continui rimandi del voto finale, ora il testo approvato lascia l’amaro in bocca su tanti aspetti: la CS3D è stata infatti sensibilmente modificata in alcuni punti chiave ed è di fatto poco efficace per contrastare le violazioni dei diritti umani lungo l’intera catena del valore. Come Still I Rise, non siamo affatto soddisfatti di questo risultato, frutto di un compromesso del compromesso che già era stato compiuto.

Ecco perché:

A queste enormi criticità si aggiungono altre modifiche del testo, che riguardano la responsabilità civile e il settore finanziario. Per quanto riguarda il primo punto, il testo approvato in Consiglio non armonizza, ma delega all’ordinamento giuridico di ogni singolo Stato membro la definizione delle condizioni secondo le quali sindacati, organizzazioni non governative e istituzioni nazionali possono intraprendere azioni legali collettive a nome delle vittime delle violazioni dei diritti umani. Come si traduce nel concreto? La possibilità per una ONG (ad esempio) di intentare una causa contro l'azienda a nome della comunità sarà determinata esclusivamente dalle leggi di ciascuno Stato membro. Infatti, il testo approvato non obbliga più i singoli Stati ad adeguare la propria legislazione per prevedere questa possibilità.

Per il secondo punto, l’ambito di applicazione della CS3D nel settore finanziario è stato limitato. Questo significa che le Banche che erogano fondi alle aziende non sono tenute a fare controlli di Due Diligence su chi richiede questi prestiti, mentre sono obbligate a farli solo su chi a monte fornisce beni, servizi e capitale alla Banca stessa. Di conseguenza, non ci sono controlli di eticità sull’effettiva destinazione del flusso di denaro in uscita. Questo punto è tuttavia suscettibile di modifiche, poiché la Commissione Europea ha la possibilità di presentare una relazione entro due anni dall’adozione della Direttiva, in caso riscontri la necessità di ulteriori verifiche di due diligence nel settore finanziario.

Sempre entro due anni, tutti gli Stati Membri - inclusa l’Italia - sono chiamati ad adattare e ratificare la CS3D nei singoli ordinamenti giuridici. A conti fatti questa Direttiva rappresenta allo stesso tempo un passo storico per la responsabilizzazione delle aziende europee, ma delinea anche un'ennesima occasione mancata di compiere un cambiamento reale e significativo per porre fine allo sfruttamento del lavoro minorile e alle violazioni dei diritti umani. Proseguiamo quindi il nostro impegno nel monitorare e aggiornare sulle future evoluzioni, continuando il nostro lavoro di pressione e di lobby durante il periodo di trasposizione della Direttiva nella legislazione italiana.

Per approfondire:

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